Mare PDF Stampa E-mail
Quasi un quarto dell’intero sviluppo costiero dell’Italia è sardo sono infatti quasi 1850 i km che si sviluppano intorno alla nostra isola, creando quel naturale, storico, culturale limite che ci divide/unisce al mare. “In s’oru de su mare / b’est tottu su chi cheres” (sulla riva del mare c’è tutto ciò che desideri …) recita un antico mutu della poesia popolare, e non potrebbe essere stato altrimenti, quando il confine indicava il limite del conosciuto e il punto di incontro o scontro con gli altri, amici o nemici, che venivano dal mare.
Oggi il confine è unione, e le coste sono un bene prezioso, perle di sabbia incastonate fra rocce antiche, falesie a picco sul mare sferzate dal maestrale e accarezzate da rossi tramonti, borghi di pescatori che ancora conservano l’antico fascino e gli antichi mestieri.
Da una roccia all’altra, l’orso, l’elefante, la tartaruga, attente sentinelle in punti quasi strategicamente voluti e cercati dal millenario lavorio delle forze della natura: vento, acqua, sole che ancora oggi segnano il cammino dei giorni.
Chi ama il mare non può non amare il mare sardo, immergersi nelle sue acque cristalline per un bagno inebriante di luci e colori e riposare su candide sabbie all’ombra di un antico ginepro: ma la natura si sposa alla presenza dell’uomo che si esprime nell’offerta di strutture turistiche adeguate a rispondere al meglio alle esigenze del turista di ogni età. (alberghi, residence, camping, bed and breakfast).